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(Teleborsa) – Roma, 9 dic – La Commissione ha approvato oggi 15 progetti nel settore energetico che contribuiranno in maniera significativa alla ripresa economica dell’UE, potenziando nel contempo la sicurezza dell’approvvigionamento e riducendo notevolmente le emissioni di CO2. La Commissione, spiega una nota di Bruxelles, ha deciso oggi di assegnare 1 miliardo di euro a sei progetti nel settore della cattura e stoccaggio del carbonio e 565 milioni di euro a nove progetti relativi all’energia eolica offshore.
Andris Piebalgs, commissario per l’energia, ha dichiarato in proposito: “Con questa decisione la Commissione getta le basi per lo sviluppo di due tecnologie sostenibili cruciali, che saranno essenziali nella lotta contro i cambiamenti climatici. Questa decisione senza precedenti non solo dà impulso all’economia e all’occupazione, ma sostiene anche tecnologie innovative nel settore energetico che in futuro potranno creare più posti di lavoro e favorire la crescita.”
Promuovendo la tecnologia di CCS (cattura e stoccaggio del carbonio), la Commissione riconosce l’importanza costante dell’energia ottenuta da combustibili fossili e la necessità di adeguarsi ad un sistema energetico a basse emissioni di carbonio. I progetti nel settore dell’energia eolica offshore favoriscono lo sviluppo e il consolidamento di un settore competitivo in Europa e creano numerosi posti di lavoro “ecologici”.
Questi progetti innovativi e premiati contribuiranno a raggiungere gli obiettivi vincolanti in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di energie rinnovabili entro il 2020 e oltre.
La decisione relativa ai 15 progetti, conclude la nota della Commissione, è il primo passo verso un utilizzo ottimale dei quasi 4 milioni di euro che a maggio 2009 l’UE ha accantonato per progetti nel settore energetico volti a sostenere la ripresa economica. Le procedure relative ai progetti infrastrutturali sono in corso e si prevede che la relativa decisione venga presa a febbraio 2010.
PMI.it – Italia in ritardo nello sviluppo del Fotovoltaico? Tutto il contrario, almeno secondo i risultati di una ricerca dell’Eu Energy Institute che, a sorpresa, dichiara che in Italia per il fotovoltaico sarà possibile raggiungere la grid parity, quindi prezzi competitivi con quelli relativi all’elettricità ottenuta da fonti tradizionali, già dal 2010. Le affermazioni dell’Istituto si basano sul fatto che la durata dei pannelli solari in esercizio è superiore al previsto e quindi “diminuiscono” i costi di installazione ed esercizio.
Il costo per la installazione e gestione di pannelli fotovoltaici sembrerebbe dunque sovrastimato dal momento che alcuni test, condotti dal Prof. Heinz Ossenbrink dimostrano che il 90% dei pannelli solari in commercio ha una vita media di 30 anni, invece dei 20 previsti.
Il calcolo dei costi è stato “corretto” al ribasso a seguito dei test, solitamente utilizzati per le automobili, cui l’Istituto ha sottoposto i pannelli solari dimostrando che i pannelli solari sono in grado di avere una buona performance dopo trent’anni. Tra l’altro si stima che saranno presto sul mercato pannelli solari con una durata ancora superiore.
Altri fattori considerati determinanti e che consentirebbero al nostro paese di avere un fotovoltaico competitivo in modo così “istantaneo” sono stati individuati nella posizione geografica favorevole e nei maggiori costi dell’energia elettrica ottenuta da fonti tradizionali; in confronto i paesi del nord europa con un clima meno favorevole, raggiungerebbero la grid parity solo nel 2030 ed un’altra metà dei paesi UE potrebbe ottenere la parità, senza incentivi, nel 2020 .
I programmi di incentivi in Germania, Italia e Spagna hanno creato una produzione talmente elevata che i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono scesi del 30% solo lo scorso anno (ma anche per via del calo degli ordini legati alla recessione). Saranno soprattutto i programmi su vasta scala avviati negli Usa, in India e (soprattutto) in Cina che contribuiranno a spingere ulteriormente al ribasso i prezzi dei componenti di un campo fotovoltaico e ad incentivare lo sviluppo delle pmi operanti in questo settore.
Strano ma vero è che, recentemente, nel nostro Parlamento, dopo le proteste di associazioni e imprese è stato ritirato l’emendamento alla Finanziaria 2010 contenente tagli a incentivi, e vincoli per l’industria delle fonti rinnovabili, una sorta di assalto alla diligenza al contrario. Scarsa sensibilità o conoscenza anticipata dei risultati dello studio condotto dal Prof. Ossenbrink?
ZURIGO - L’aereo funzionante a energia solare Solar Impulse è decollato ieri dall’aerodromo militare di Dübendorf (ZH) per un primo “balzo” di un centinaio di metri, grazie all’ausilio di batterie. Lo hanno annunciato all’Afp i responsabili del progetto, Bertrand Piccard e André Borschberg.
Sebbene l’aereo sia destinato a volare alimentato dall’energia solare, sono delle batterie che in questa fase di test hanno fatto girare i quattro motori, di una potenza di 10 cv ciascuno.
Il velivolo, dall’apertura alare di un Airbus A340 (63,40 metri) ma con il peso appena di un’automobile (1.600 kg) ha fatto “un volo di 400 metri all’altezza di un metro”, hanno precisato Piccard e Borschberg. Per quanto si tratti solo di un primo “salto della pulce”, “era molto importante – hanno precisato – vedere se si elevava e in quale maniera si poteva mantenerlo stabile”. “Un aereo come questo non ha mai volato”, secondo i progettisti, per i quali “si tratta di un domani del volo a tutt’oggi inesplorato”.
Il programma dello sviluppo di Solar Impulse, prevede una serie di voli sperimentali in primavera, solo con l’ausilio dei raggi solari, e a partire da giugno il primo periplo di 36 ore non-stop.
Pienosole.it – La notizia viene direttamente dalla società giapponese che ha contestualmente annunciato un piano per diventare, a partire dal 2012, il più grande produttore di fotovoltaico in Giappone e tra i primi tre grandi attori del mercato mondiale.
Riguardo alla nuova cella solare sviluppata nei laboratori Sanyo si sa che ha uno spessore di 58 micrometri (1 micrometro = 1 milionesimo di millimetro) e perciò più sottile di un capello umano che ha un diametro variabile tra i 65 e i 78 micrometri. Ha un efficienza del 22% grazie ad una struttura ottimizzata basata su due tipi di silicio.
Struttura e bassissimo spessore conferiscono alla cella la caratteristica di essere flessibile come un foglio di carta, perciò in grado di adattarsi a qualunque superficie,anche se irregolare. Altra caratteristica decisamente importante è la possibilità di produrla a costi più bassi del 25% rispetto alle celle attuali.
Secondo Sanyo entrambe queste caratteristiche potranno rivoluzionare il mercato del fotovoltaico.
Sarà allora proprio per questa ragione che l’azienda ha deciso al momento di commercializzare la nuova cella fotovoltaica solamente a partire dal 2020!
GreenMe.it – L’anno volge al termine. Dalle case spuntano festoni verdi con tante luci colorate e qualcuno inizia a pensare “e dopo?” Senza fare riferimento alla crisi economica ancora in atto, né alle incognite personali per il nuovo anno, la domanda sorge spontanea pensando al conto energia. Che fine faranno gli incentivi per il fotovoltaico? Dal prossimo primo gennaio diminuiranno del 2%? Nessuno lo può sapere ora, ma le tre principali associazioni di categoria ANIE-GIFI, Assosolare e Aper hanno avanzato le loro proposte per raggiungere l’obiettivo dei 15 GW entro il 2020.
Il meccanismo dovrebbe restare lo stesso, con un contributo per ogni kWh prodotto, ma:
- Cambieranno le classi di potenza che andrebbero da 1 a 6 kW, da 20 a 200, da 200 a 1000, e oltre il mega.
- Scomparirebbe l’attuale divisione tra integrati e non integrati, sostituita da una categoria per impianti a terra e una per impianti su edifici.
- Le riduzioni andranno dal 5 al 18%, come da tabella sotto riportata, e sarebbero tutte ridotte ogni anno del 4% a partire dal 2012 fino al 2015. Gli impianti integrati potrebbero però ricevere un bonus del 15% rispetto alla tariffa su edificio, mentre altri bonus andrebbero alle aree da riqualificare (+10%), su cui greenMe.it a già scritto più volte, e per la sostituzione dell’eternit (+10%).
- La data di adeguamento delle tariffe si sposterebbe dal 31 dicembre al 30 giugno, per evitare che la mole di domande si concentri nel periodo natalizio.
- L’incentivo garantito per gli impianti abbinati ad un uso efficiente dell’energia sarebbe concesso anche agli impianti fino a 200 kW mentre il limite di deducibilità degli oneri finanziari sugli investimenti in impianti fotovoltaici del 30% e l’Ici su tutti gli impianti, sia a terra, sia su tetto, sarebbero eliminati.
- Si propone anche l’eliminazione del termine di due anni per eventuali potenziamenti di impianti e si richiede un allungamento dei tempi per la trasmissione al GSE della documentazione di allacciamento dell’impianto alla rete.
C’è la possibilità che le autorità preposte emettano un decreto chiarificatore entro la fine dell’anno, tuttavia nulla è dato sapere con certezza. In ogni caso un nuovo decreto sarà molto probabilmente emesso entro il marzo del prossimo anno.
Si ritiene comunque, che anche se il ministero non dovesse accettare interamente le proposte delle associazioni di categoria, qualche incentivo dovrebbe ancora restare per almeno un biennio o un quinquennio fino ad arrivare alla Grid Parity, ossia la coincidenza fra costo del kWh fotovoltaico e costo del kWh da fonti tradizionali. Mentre quest’ultimo aumenterà necessariamente nei prossimi anni, il costo del fotovoltaico ha visto una diminuzione del 30% quest’anno e ulteriori ribassi sono previsti per i prossimi due anni. Quando i risparmi derivanti dalla riduzione del costo della bolletta (in aumento) e il costo di un impianto fotovoltaico (in diminuzione) saranno coincidenti, o almeno interessanti economicamente, è probabile che i contributi verranno meno.
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